800687197

Professione Farmacista

1 Aprile 2020

La dematerializzazione della ricetta medica: le novità e le prospettive future

ricetta medica dematerializzata

Il 19 marzo 2020, nel pieno dell’emergenza coronavirus, il Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha firmato un’Ordinanza per la dematerializzazione della ricetta medica, con l’obiettivo di limitare i movimenti dei cittadini e al contempo efficientare le modalità di accesso al farmaco.

Questa disposizione rappresenta uno step molto importante nella ridefinizione del percorso paziente – medico – farmacista, formalizzando uno strumento destinato a cambiare il Sistema Sanitario Nazionale.

Vediamo gli aspetti chiave della dematerializzazione della ricetta medica nel 2020.

L’Ordinanza della Protezione Civile

L’Ordinanza n. 651 introduce “ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”.

Nello specifico, l’Articolo 1 (“Utilizzo di strumenti alternativi al promemoria cartaceo della ricetta elettronica”), Comma 1, dispone che:

“al momento della generazione della ricetta elettronica da parte del medico prescrittore, l’assistito può chiedere al medico il rilascio del promemoria dematerializzato ovvero l’acquisizione del Numero di Ricetta Elettronica, […] tramite:

  1. a) trasmissione del promemoria in allegato a messaggio di posta elettronica, laddove l’assistito indichi al medico prescrittore la casella di posta elettronica certificata (PEC) o quella di posta elettronica ordinaria (PEO);
    b) comunicazione del Numero di Ricetta Elettronica con SMS o con applicazione per telefonia mobile che consente lo scambio di messaggi e immagini, laddove l’assistito indichi al medico prescrittore il numero di telefono mobile;
    c) comunicazione telefonica da parte del medico prescrittore del Numero di Ricetta Elettronica laddove l’assistito indichi al medesimo medico il numero telefonico”
    .

Per quanto riguarda il farmacista, invece, il Comma 6 dispone che:

“per l’erogazione della ricetta elettronica, la struttura di erogazione acquisisce il Numero di Ricetta Elettronica unitamente al codice fiscale riportato sulla Tessera Sanitaria dell’assistito a cui la ricetta stessa è intestata”.

Il Comma 7 aggiunge che:

“per le finalità di rendicontazione alla ASL di competenza, la farmacia registra l’avvenuta erogazione della prescrizione farmaceutica, trasmettendo al SAC (anche tramite il SAR) le informazioni della erogazione, sia parziale che totale, della prestazione.  […] Contestualmente la farmacia annulla le fustelle dei farmaci erogati apponendo sulle stesse, ben visibile e con inchiostro indelebile, la lettera “X” salvo diversa indicazione regionale”.

Per riassumere:

  • il paziente può richiedere la ricetta dematerializzata, ricevendo il Numero di Ricetta Elettronico (NRE) via e-mail, sms, applicazione mobile di instant messaging (come WhatsApp) o telefono, a seconda delle sue preferenze;
  • il farmacista fornisce il farmaco previa verifica che il NRE presentato sia correttamente associato al codice fiscale del cliente, comunicando al SAC l’erogazione della prestazione e annullando le relative fustelle.

I vantaggi della dematerializzazione

Durante l’emergenza del coronavirus, la possibilità di inviare gli estremi della ricetta impiegando i canali digitali permette di risparmiare al paziente lo spostamento per recarsi dal medico curante, riducendo così i rischi per il cittadino e il traffico nell’ambulatorio.

Inoltre, l’associazione di un numero univoco alla ricetta consente al farmacista di verificare la correttezza della prescrizione e l’identità dell’assistito da remoto, e di comunicare l’erogazione della prestazione al sistema o all’ASL regionale.

In questo modo è possibile eliminare anche il passaggio in farmacia se viene messo a disposizione un servizio di consegna domiciliare: in questa situazione di emergenza è garantito dalla Croce Rossa Italiana per i pazienti incapaci di recarsi in farmacia, ma può anche essere messo a disposizione dal farmacista stesso o da società terze.

Questi vantaggi però possono essere estesi anche in situazioni non emergenziali, poiché accorciano sensibilmente il percorso paziente – medico – farmacista e offrono maggiore comodità per il cittadino: in teoria si può ridurre a un solo passaggio l’accesso a un farmaco etico.

La dematerializzazione della ricetta, inoltre, aiuta il SSN a:

  • limitare gli errori nella prescrizione e nell’erogazione dei farmaci;
  • svolgere attività di farmacovigilanza e di controllo da parte delle ASL;
  • diminuire i costi.

Questo sistema offre vantaggi diretti anche al farmacista, poiché grazie al NRE può accedere automaticamente a tutti i dati relativi alla ricetta e alla gestione clinica del paziente semplificando il disbrigo della burocrazia, e al medico curante, poiché può digitalizzare completamente la prescrizione senza doversi procurare supporti fisici.

La dematerializzazione e l’emergenza coronavirus

L’Ordinanza è legata allo stato emergenziale causata dal coronavirus, tuttavia è ragionevole prevedere che la ricetta dematerializzata continuerà a essere impiegata anche dopo il rientro della crisi per due motivi.

Il primo è che una volta predisposti gli strumenti tecnologici per supportare questa dematerializzazione e adottati da medici, farmacisti e pazienti non c’è alcun reale vantaggio a fare un passo indietro, e qualora il nuovo approccio risulti più comodo o conveniente, saranno proprio i soggetti coinvolti a promuoverne l’adozione definitiva.

In secondo luogo, la dematerializzazione non è una novità di questi giorni: è un processo che era stato già avviato nel 2016 con l’eliminazione del ricettario rosso, sostituito da un promemoria cartaceo stampato dal medico dopo essersi connesso al portale digitale per la registrazione della prescrizione.

A questa prima fase doveva seguire una totale dematerializzazione della ricetta, senza l’impiego di alcun supporto fisico, e l’emergenza coronavirus ha costretto ad accelerare la transizione, rendendo possibile il completamento a livello nazionale di un percorso di digitalizzazione iniziato ormai quattro anni fa.

Le opportunità della ricetta dematerializzata

Sono diversi gli attori del settore farmaceutico che stanno spingendo per rendere definitiva l’implementazione della dematerializzazione della ricetta, investendo in sistemi per supportare la digitalizzazione del percorso terapeutico paziente – medico – farmacista.

Per esempio, società specializzate in sistemi gestionali per la farmacia, come Pharmagest e Wingesfarm, hanno avviato progetti per facilitare l’invio del NRE al farmacista.

Attività di consegna a domicilio, come già detto, stanno già fornendo la possibilità di delegare il ritiro di un farmaco etico attraverso la comunicazione del NRE e del codice fiscale, e qualora questo servizio non fosse a disposizione si può ricorrere al click-and-collect, per far preparare con anticipo l’ordine e ritirarlo all’orario concordato.

Le applicazioni sono uno strumento valido per trasmettere le informazioni della ricetta, permettendo all’assistito di ricevere e inviare testi e immagini e collegare così efficacemente paziente – medico – farmacista, e per supportare il titolare della farmacia nella gestione degli ordini.

Il settore, quindi, vuole cogliere quest’occasione per rendere più accessibile il farmaco, integrando a tutti gli effetti la ricetta digitale nel processo di vendita e creando valore per tutti i soggetti coinvolti.

Scopri come Farmakom può aiutarti a gestire online i prodotti con ricetta.

Articoli correlati

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close